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… se il prodotto che viene fuori non è buono significa che l’idea di partenza non era valida.
ti assicuro che io sarei in grado di distruggere una buona idea, è una delle cose che mi riescono meglio :-)
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… se il prodotto che viene fuori non è buono significa che l’idea di partenza non era valida.
ti assicuro che io sarei in grado di distruggere una buona idea, è una delle cose che mi riescono meglio :-)
massibet se poi scomodiamo la filosofia mi verrebbe da evocare un mio illustre corregionale che ha codificato nel suo concetto di «idealismo» proprio questo rapporto tra forma e contenuto: se si possiede un’idea originale bisogna poi essere anche in grado di esprimerla, ovvero, se il prodotto che viene fuori non è buono significa che l’idea di partenza non era valida.
Ma ai suoi tempi non esistevano la tv, il web, e nemmeno… zooppa:-)
Sarei quasi d’accordo per il premio a parte, salvo che per il “piccolo” Fatti due conti sappiamo che la cifra che compare per il premio è poi praticamente dimezzata, un po’ per la differenza che passa fra i due apparentemente innocui simboletti $ e €, un po’ per le tasse trattenute, e se devi pagare la musica e altre spesucce siamo già arrivati.
Però pensandoci, non si fa prima a mettere un premio a parte per le case di produzione? Se io organizzo una partitella tra amici e mi si presentano 3-4 calciatori professionisti, io metto un premio al miglior giocatore e poi un premio a parte al miglior professionista, o no? Con tutto che un premio a parte il cliente glielo può dare lo stesso. E infatti quando shark dice… sarebbe sciocco per il cliente non approfittare di uno spot impeccabile… beh potrebbe farlo lo stesso, cioè tu dai un premio zooppa considerando e rispettando lo spirito zooppa, poi se quello spot lo vuoi te lo prendi comunque, non penso che per tim qualche migliaio di euro facciano la differenza.
Ma forse va solo considerato che ogni gara è diversa, ogni cliente è diverso, e andrebbe fatto un discorso diverso ogni volta, e meno male. Tim cercava questo, altri per fortuna probabilmente no.
Sul fatto di prendere un’idea e realizzarla meglio vorrei solo dire che sulla stessa idea a volte un video “fatto male” può essere meglio di uno “fatto troppo bene” ma purtroppo è un concetto difficile da far passare, e stiamo quasi parlando di filsofia!
Gaiariva, credo che bisogna compiere uno sforzo e mettersi innanzitutto nei panni del cliente. Se gli arriva uno spot impeccabile (anche fuori brief, come è recentemente accaduto) sarebbe uno sciocco a non approfittarne. Detto questo non so quale possa essere la soluzione.
@maxchia, sei come al solito gentilissimo, ma ti assicuro che quando dico che io stesso avrei premiato i video vincitori ti rivelo l’assoluta verità, sono bellissimi ed altamente professionali. Prevedendo questo, e per questo motivo, all’inizio avevo deciso di non partecipare a questo contest se non fosse che… e qui ti regalo una piccola confessione…, la location ed i personaggi non fossero stati già belli e costruiti in attesa da mesi nel mio HD addirittura dal contest delle Poste, quello di «non lo sapevo» (ecco perché la lavagna, l’alunno, ecc).
Siccome li possedevo già non ho fatto altro che animarli adattando un’altra storia. All’epoca non feci in tempo a postarlo (cosa che mi accade sempre più spesso:D).
Gaia, l’idea espressa non con mezzi appropriata, è stato un caposaldo di zooppa (vedasi Fevercrea e lo spot di Mika). Ora effettivamente l’aria è un pò cambiata, le honorable mentions di zooppa sono quasi un ricordo, ma credo sempre che dipenda dal brand. E’ diventata una roulette russa, ma chiaramente l’idea deve ritornare al centro del mondo, almeno qui.
Quel che accadeva prima non lo so, sai che sono qui da poco…comunque ti quoto assolutamente sull’imprescindibilità della CENTRALITA’ dell’idea.
Qui dentro.
Se non è inutile. E’ ingiusto. Se no è un modo per non assumersi il rischio della scelta di un’agenzia fornitrice, e scegliere invece tra quelle che si candidano spontaneamente (e gratis) qui la meno peggio (o la migliore, a seconda).
Ma lasciando sempre fuori chi agenzia non è.
Ciao Maxchia :)
Gaia, l’idea espressa non con mezzi appropriata, è stato un caposaldo di zooppa (vedasi Fevercrea e lo spot di Mika). Ora effettivamente l’aria è un pò cambiata, le honorable mentions di zooppa sono quasi un ricordo, ma credo sempre che dipenda dal brand. E’ diventata una roulette russa, ma chiaramente l’idea deve ritornare al centro del mondo, almeno qui.
Shark ti quoto in tutto e per tutto. In entrambi i tuoi ultimi messaggi. Ti sei espresso perfettamente ed hai riassunto al millesimo anche il mio pensiero.
Che si preveda una distinzione tra categorie nell’assegnazione dei premi…sarebbe giustissimo, ma la vedo dura. La logica del cliente qui dentro è proprio questa: affidare un progetto ad un fornitore selezionato è un rischio, e se poi non mi piace? Ok, ha un bel portfolio, ma se l’idea non mi va? Se proprio con me toppa? E se dovremo fare ennemila aggiustamenti per arrivare al risultato? E se e se e se?
La soluzione? Zooppa! Su Zooppa avrò n volte il numero di proposte che potrei avere da un singolo partner. Avrò n possibilità in più di scelta, n teste diverse. Epagherò la cifra minima!!! Che figata!!!
Solo un imbecille non ne approfitterebbe, vista dal punto di vista del cliente.
Infatti non sono più molto sicura che una logica di crowdsourcing così impostata sia davvero giusta e sensata.
Il motivo sta proprio nella presenza, qui dentro come altrove, di due categorie ben diverse. Da un lato le agenzie, i team di lavoro organizzati. Dall’altro i singoli o quasi, come me. I primi possono realizzare produzioni (mi riferisco principalmente ai video) costose ed impostate (maxchia, magari dal tuo punto di vista di professionista il video vincitore non avrà chissà quale tecnica, ma per me, singola, gaia, che fa in prima persona tutto quanto presente nel proprio portfolio, già il solo fatto di trovare così tante comparse sarebbe una cosa impossibile. Per non parlare di tutto il resto). I secondi, possono al massimo avere un’ottima idea.
Il problema? Che nel secondo caso, un’ottima idea, qui, anche se fosse la migliore, non basterà MAI. Si è visto. L’originalità dell’idea, da sola, senza mezzi, non paga. Ed è un peccato enorme, perchè a volte ci sono idee potenti e magnifiche che non possono essere sfruttate, e invece viene premiata la produzione esteticamente giusta, che però talvolta (e sottolineo talvolta) non entusiasma. Non è un confronto alla pari, insomma. E allora, perchè siamo qui tutti insieme?
A mio avviso il crowdosurcing dovrebbe avere distinzioni e regole meglio strutturate. Ad esempio, la piattaforma potrebbe essere vista dal cliente non come un modo per ottenere un PRODOTTO FINITO, ma come modo per selezionare un fornitore. Di un’idea, per prima cosa. Quindi: non premi che vanno a finire a priori nella tasche di chi ha uno staff, ma magari non brilla per originalità (non sempre, attenzione, non sto generalizzando..è per spiegare), ma premi che premino le cose più originali e soprattutto un PRIMO PREMIO che premi l’idea, la sua potenza comunicativa, per prima cosa (se poi è già ottimamente realizzata, meglio).
Vorrebbe dire: bravo/a, ci prendiamo la tua idea. Paghiamo un gruppo tecnico per realizzarla al meglio, e tu sarai il project manager.
In questo senso avrebbe davvero un senso la scelta di lavorare senza essere pagati con certezza.
Così come sono impostate le cose, e vedendo cosa il cliente generalmente sceglie, per tutti gli altri, i non professionisti, nella maggior parte dei casi è uno specchietto per le allodole. Tanto varrebbe chiudere i contest video ai non professionisti.
Spero che almeno il contest Liguria mi smentisca….(In realtà mi ha già smentito Prep, ma…boh).
ps. sottolineo che questo mio discorso, come quello di shark, non fa riferimento al merito dei vincitori di Tim…ad esempio ho trovato il video vincitore assolutamente bellissimo. Anche io però avrei voluto partecipare, avevo due idee davvero forti. Non l’ho fatto. Stavolta ho snasato da subito, forse complice la marca sempre molto attenta al confezionamento estetico, che sarebbe stata fatica sprecata, dal momento che non sono una professionista del video e lavoro da sola. Peccato.
shark io avrei premiato il tuo video, perché è un insieme di originalità, scripting adeguato e realizzazione all’altezza per i mezzi da te citati: un prodotto con un “testone” alle spalle. ;)
Maxchia, come giustamente osservi, oltre alla realizzazione conta anche e soprattutto l’idea. Se le condizioni economiche (ma potremmo anche definirle: personali, culturali, sociali, professionali, contestuali) di uno zoopper non gli consentono di arruolare le necessarie tecnologie o maestranze per un’ottimale realizzazione, ed il prodotto, pur frutto di un’idea magnifica, per i motivi suddetti non risulta all’altezza e quindi non vince alcun premio, va considerata anche la potenzialità intrinseca dell’idea. Nel momento in cui questa viene postata, infatti, risulta esposta e quindi di pubblico dominio. Chiunque può appropriarsene e riproporla successivamente, con mezzi migliori, anche in altri contesti. La legge italiana non protegge l’anteriorità dell’idea, basta cambiare una virgola ed il prodotto diventa «altro», e quindi originale. Un creativo con pochi mezzi (dovremmo sintonizzarci per quantificare l’aggettivo «costoso»), nel momento in cui posta un’idea posta (regala) un «valore» a prescindere.
Per me «costoso» è già il pieno di benzina con cui ho dovuto raggiungere recentemente una location ad esempio. Nei casi specifici non voglio assolutamente entrare, innanzitutto per delicatezza. Il mio è un discorso di massima. Chi fa questo mestiere tutti i giorni per campare credo abbia inteso il senso delle mie parole ed abbia capito.
Lo spot della Tim non ha nulla di speciale tecnicamente; è una buona idea, chiaramente realizzata nel modo giusto, ma non vedo tutta questa produzione “costosa” alle spalle.; anzi, il fatto di vedere chiaramente il marchio Apple ben in vista, mi fa presupporre che siano presi 2 piccioni con una fava.